Vento di cambiamento

Vento di cambiamento

L’8 maggio 2016, in Germania, era una giornata assolata e ventosa, ed era domenica, perciò la maggior parte delle industrie e delle attività produttive erano ferme. Più o meno attorno alle 13 grazie alle energie rinnovabili, sono stati prodotti 55 gigawatt di energia elettrica dei 63 (l’87%) che il Paese stava consumando. Una situazione ideale, durata pochi minuti, che ha fatto sì che il prezzo dell’elettricità sia diventato negativo per alcune ore: in quel lasso di tempo i tedeschi sono stati pagati per consumare elettricità.

È in effetti una situazione limite che in Germania si è verificata per la prima volta grazie a una concomitanza di fattori che, nel complesso, ha fruttato al Paese il 33% del fabbisogno di energia elettrica. E nuove pale eoliche, potranno probabilmente incrementare questo risultato, nei prossimi anni.

Tuttavia questo non è un caso unico. Sempre lo scorso anno, in Luglio, fu la Danimarca a produrre in un giorno il 116% dell’energia richiesta, grazie unicamente alle sue turbine a vento, mentre la stessa notte si arrivò al 140%, tant’è che fu “costretta” a vendere elettricità a Svezia, Norvegia e Germania.

Secondo le previsioni del Gwec, nel 2017 saranno installati altri 60 gigawatt circa di nuovo eolico e da qui al 2021 la potenza installata annualmente crescerà in media di 75 gigawatt, portando tra cinque anni la capacità installata complessiva a oltre 800 gigawatt. L’energia eolica oggi compete con successo con le fonti tradizionali pesantemente sovvenzionate in tutto il mondo, costruisce nuove imprese, crea centinaia di migliaia di posti di lavoro e sta aprendo la strada a un futuro di energia pulita.

Siamo oggi in un periodo di cambiamento dirompente, ci stiamo spostando da sistemi di energia incentrati su pochi grandi impianti inquinanti e muovendo verso mercati sempre più dominati da sistemi di energia rinnovabile diffusi. Dobbiamo arrivare a un sistema di generazione dell’energia a zero emissioni ben prima del 2050, se vogliamo prevenire il cambiamento climatico e raggiungere i nostri obiettivi”, ha detto il segretario generale del Gwec, Steve Sawyer.

 

L’eolico fa crescere il Paese ..

La potenzialità del settore eolico in Italia è elevata. A fine 2016 risultavano installati circa 9.450 MW a fronte dell’obiettivo SEN di 12.680 alla data del 2020, ma l’eolico, tra le fonti rinnovabili pulite, è quella che ha maggiori potenzialità ancora disponibili, si parla infatti di uno sviluppo al 2030 sino a 17.150 MW, di cui 950 offshore e 400Mw di mini eolico, con una produzione elettrica di 36,4 TWh. Se si riuscisse a raggiungere tali obiettivi, secondo le stime dell’Anev, il numero di occupati arriverebbe a 67200. Oggi l’energia del vento copre oltre il 6% della produzione nazionale netta e oltre il 5,5% della domanda elettrica nazionale, valori significativi se si confrontano con quelli di pochi anni fa. In totale, gli occupati nel settore eolico in Italia sono 30142.

In Italia ci sono alcuni siti statisticamente più ventosi e la quasi totalità della potenza connessa (99%) è localizzata nelle regioni del Sud Italia: alcune zone appenniniche Campane, tutta la Puglia, l’estremità Ovest della Sicilia e le coste occidentali della Sardegna; ma è sempre bonaccia invece per l’intera costa tirrenica. Secondo le stime di eLeMeNS un’eventuale crescita della fonte eolica in Italia capace di sfruttare al 2030 il potenziale di installazioni stimato da ANEV comporterebbe la realizzazione di circa 5,3 GW di nuova capacità e 3,4 GW di rinnovamento di impianti esistenti, altrimenti dismessi: rispetto al 2016, ciò determinerebbe un incremento del 75% degli occupati permanenti e un incremento medio del 35% degli occupati temporanei annuali. Dati confortanti che fanno ben sperare visto il periodo che il Paese attraversa.

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